La settimana della moda milanese, SS ’12 edition, ha da poco chiuso i battenti. Fashion blogger, curiosi, addetti ai lavori, it girls… La fauna milanese si colora di ogni sfumatura. Ormai da diversi anni i veri protagonisti della kermesse non sono più le case di moda, le nuove collezioni o i rumors di sorta (quest’anno vedrebbero Ralf Simons, dal 2005 a capo della creatività di Jil Sander, come nuovo direttore creativo per la Maison Dior.)
Lo street style, nelle sue mille declinazioni, continua ad essere per dirla in termini da insiders una sorta di “black is the new black”. Se è vero dunque che la moda nasce dal basso, eccovi servito un Best of dei look che hanno (s)popolato a Milano. Presenti all’appello ostentate fantasie animalier, gilet di pelliccia ed una ormai intramontabile, cluth-mania. E’ il caso di dire “accessories are a girl best-friend”.

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March 12th, 2012 | by: AdeleH | Style People, Women | Città Milano
Foto di Alexander Zicari ed intervista di Polly Paola Ruta

Ciao Anna, raccontaci un po’ di te. Sei di Milano? Cosa fai nella vita?
Mi sono trasferita a Milano quattro anni fa, lavoro in un’ agenzia assicurativa da un anno e sto dando vita ad un progetto che ho in mente da tempo, ma che è ancora top secret.
Incrociandoti per strada sicuramente il più delle persone penserà di te che sei una che non da molto conto agli abbinamenti di colori e tessuti. E’ così o dietro il tuo look un po’ “cartoon” c’è uno studio di ore ed ore davanti allo specchio? Da chi trai ispirazione ?
No, niente ore davanti allo specchio, il processo è più “mentale”, per metterlo in atto bastano pochi minuti. Quando mi vesto, penso sempre a cosa mi ha ispirato fino a quel momento. Se la mattina è cominciata con una canzone Death Metal di solito metto tanto nero e tanta sibologia nera. Se è cominciata con un pezzo Rap, tutto girerà intorno ad una maglietta oversize. Se è cominciata con qualcosa di Teen Pop metterò sicuramente dei bindi colorati sulla fronte e accessori pop. Ci sono tantissime cose che mi ispirano, anche film,libri o dipinti, quindi alla fine tendo a prendere un pò di tutto, anche cose molto diverse tra loro, e cerco di dargli una logica, di creare un’ amalgama.
Direi che traggo ispirazione da tutto quello che amo. L’estetica un pò malata delle pellicole di Harmony Korine, il gangsta-rap, le boyband anni novanta, il black metal, il punk rock, i libri di JT Leroy, tutte cose che tra di loro potrebbero non avere un nesso. Io cerco di darglielo.
Ammetto che il tuo stile è tanto particolare quanto difficile da definire… tu che parole useresti per descrivere il tuo look?
E’ molto personale, sicuramente ironico, a tratti dissacrante. Mettendo insieme una maglietta punk con un tutù da ballerina dissacri sia l’estetica delicata ed eterea dell’abbigliamento da danza classica, che la forte etichetta che c’è nell’ideologia punk e in tutte le altre facilmente classificabili. E’ uno spezzare tutte le regole e ricomporle in modo più interessante e personale.


Sei sempre stata così eccentrica o hai avuto anche tu un trascorso da FASHION VICTIM?
In adolescenza ho sperimentato moltissimo, poi ho deciso che non volevo scegliere. Se scegli il punk, nonostante sia una corrente alternativa, devi starci dentro e non sgarrare. Idem se scegli il metal, il pop o il rap, in ogni stile predefinito trovi una marea di regole. Io ho attinto da tutto quello che sono riuscita ad apprezzare e l’ho fatto mio.
Pensi che Milano sia una città ghettizzante per quanto riguarda la moda? Cioè, se non hai una Prada al braccio e un paio di Acne ai piedi resterai sempre e comunque “una che di moda e stile non ne capisce un cazzo”, o finalmente la situazione qui si sta un po’ smuovendo?
Il problema non credo sia la città in se, ma l’Italia in generale, c’è un’idea di “giusto”, di “figo” e di “bello” che trovo estremamente moscia. In altri paesi, come l’Inghilterra o la Svezia, c’è una visuale più ampia e un senso dell’estetica meno standard. In Italia sono cool il beige, il tacco dieci, le meches. A Londra sono tutti molto più sporchi e cattivi, si dà spazio alla personalità, tutti customizzano tutto, tutti si creano.


Quali sono le città che definiresti più cool e alternative al momento?
Dal mio punto di vista, più che le città, sono cool alcuni “ambienti” e situazioni sociali. Trovo cool le liceali alternative americane, sono molto più consapevoli rispetto a quelle Italiane. E trovo pazzesche le donne di colore della comunità afro milanese, hanno vestiti, unghie e capelli davvero eccessivi ma indossano tutto con una nonchalance che trovo cool sul serio.
E ora la parte più bella…. saluta i nostri affezionati lettori và….
Mi verrebbe un pò da fare la ghetto gal e urlare “Yo fratè, a presto!” ma voi fate finta di niente e dite che ho detto semplicemente “Ciao” .
December 25th, 2011 | by: Polly | Style People, Women | Città Milano
Finalmente un po’ di antifashion. A noi che interessa solo dello stile, vi lasciamo in compagnia di Dido, fotografato da Dido Fontana. Come contorno un paio di sue amichette. Un personaggio spontaneo come i suoi scatti.
Ok Dido vogliamo info sulla scelta del tuo nome, lo devi a giochi d’infanzia :) ?
É il mio vero nome: Oscar Dido Fontana. Oscar non l’ha mai usato nessuno però, è il nome di un caro amico di famiglia che i miei genitori han pensato di dare al secondogenito maschio, io.
Sei il re della provocazione nel panorama della fotografia italiana, a livello d’immagine credi sia più redditizio il fashion o l’anti-fashion?
Niente provocazioni, scatto ciò che vedo. Al massimo imbroglio un po’. Il fashion chiama per l’antifashion. Capita che persone illuminate siano attratte dal vero.
Terry Richardson vs Dido Fontana, 5 anni di differenza, fra 5 anni come ti vedi?
Più vecchio. Più ricco.
Il tuo sogno erotico da bambino?
Tua sorella. Le sorelle altrui in generale. Le amiche delle sorelle.
Ice cream gocciolante per un un tuo scatto fotografico, a chi lo daresti?
Yulia Timoshenko, Niamh Wilson, Ice Cube, Elvis Presley, Julianne Moore.
Nel 2006 la mostra “Il Sacro e gli Artisti” in una chiesa, com’è il tuo rapporto con la religione? e soprattutto quanto hai pagato il prete per farla?
Sono religioso a modo mio, che è quello giusto. Le gerarchie ecclesiastiche non m’interessano se non per l’estetica, la chiesa è eleganza. Niente oboli, non credo nella carità o nell’elemosina.
Cos’è meglio di una fotografia di Dido Fontana?
Dido Fontana. La figa. Il vino rosso.
Dicci di che stile sei.
Del mio, di altissimo livello e zero classe.
p.s.
Per chi volesse dare uno sguardo alle sue foto può farlo su www.didofontana.com
September 14th, 2011 | by: Francesco Vitobello | Men, Style People



Incontriamo dopo anni Ruggiero Desantis, un caro amico d’infanzia, ed è subito feeling. Davanti ad un ottimo spritz scopriamo di avere lo stesso spasmodico interesse per la moda e non solo. Rimaniamo estasiati dai suoi racconti di vita vissuta e dei suoi viaggi in giro per il globo; dalla sua formazione presso la Marangoni di Londra alle sue esperienze lavorative. Ci racconta della sua permanenza all’interno del design team di Alexander McQueen, della collaborazione con la stilista svedese Ann-Sofie Back e dell’assunzione nel Sales team di Burberry. Recentemente la sua passione per l’Asia lo ha portato ad intraprendere la carriera di docente universitario alla Mod’Art di Shangai. Che dire, ci si può aspettare di tutto da Ruggiero, anche di ritrovarsi un amico Proff.
Finito il nostro spritz decidiamo che sarebbe un peccato non fare qualcosa insieme ora che ci siamo ritrovati, salta fuori l’idea di uno shooting fotografico per Stylepeople. Il concept di Ruggiero si intitola “Monsieur”. Grazie all’aiuto di Raffaella Morgese e del suo negozio di moda, il concept può avere vita.

Perchè Monsieur?
L’ispirazione proviene da reminiscenze glamour-estetiche che ho vissuto nell’ultimo periodo osservando non solo immagini da rotocalco, ma rivivendo le ambientazioni lussuose e fashion di alcune opere antiche e contemporanee in cui gli uomini riescono a rivivere l’ostentazione di una bellezza che nella comune idea dell’Uomo è associata alle donne. Come fantastiche signore d’alto rango il mio Monsieur naviga verso un’estremizzazione che rimane appesa ad un filo, tra il grottesco ed l’eleganza; il mio uomo, la mia figura, il mio Io è vanesio, sensuale, glamour, attore di una società falsamente accondiscendente che rimane nello spirito ancorata a ruoli definiti.



Dove trai ispirazione nel vestire?
Non so, dipende. In genere mi faccio trasportare dal momento: l’amore che provo per ciò che faccio rende questo atto simile ad una cerimonia, forse influenzato dalla cultura Giapponese, che amo e che rispecchia l’attenzione per quel dettaglio che è importantissimo nel mio rito dell’habillage. Mi piace essere “Basic”, con un accessorio che personalizza il mio look; mi piace essere “Ambiguo”, con una gonna di chiffon (very Comme des Garçons) ed un Church’s Inglese lucida; mi piace essere “Maschio” con un abito doppio petto in principe di galles by Ruggiero DeSantis dopo essermi accuratamente pettinato il capello alla Humphrey Bogart.
Dopo aver viaggiato tanto, dacci delle dritte su dove scovare nuovi trend.
Sicuramente in Asia, per me l’Europa vive nel passato: è un riciclo di tradizioni. Dopo quasi due anni vissuti tra la Cina ed il Giappone ho ritrovato la sperimentazione, la novità, l’attenzione al design, la nuova Arte tra le strade, le boutique, le conversazioni, i sapori, la musica, tutto in quei luoghi è novità. Il “trend” è la personalizzazione, la stravaganza, l’eccentrico nello styling. Riviste nipponiche come FRUITS / TUNE, roads come Harajuku e Shibuya a Tokyo, sono alcuni degli esempi del nuovo stile che sta influenzando l’ Europa: e io ADORO!
Dove ti vedi proiettato nell’ immediato futuro?
Spero in un posto che non ho mai visto. Io mi lascio vivere.

August 7th, 2011 | by: Francesco Vitobello | Style People, Women



F: Barbara mi ospita a casa di Gae con cui ha creato il brand Discipline. Si occupano insieme di moda e musica, due delle mie passioni preferite.
Non ho rifiutato l’invito al loro ultimo party organizzato a Bari con Dorian del Plastic, avendo precedentemente saltato (ero fuori Italia) il loro invito x il live dei Kap Bambino.
F: Non è stato facile beccarti in un momento libero, ma come mai sei così super impegnata?
B: ahahah! ora ho da limarmi le unghie, poi da fare la messa in piega, poi da portare il barboncino a spasso nella borsa (non ho neanche un barboncino)!
ovviamente scherzo!
di recente sono presa da diverse collaborazioni.
intanto quest’estate ho curato insieme a gae e a neu klub la rassegna D.A.N.K.E. (Discipline And Neu Klub Experiment) presso l’Eremo Indieclub. Iniziamo il 23 luglio con superospiti i Detachments, nuovo progetto synth pop prodotto da Simian Mobile Disco. Di spalla ci saranno i tranesi Eels on Heels, presenti anche nella nostra compilation, che ci danno tante soddisfazioni (reduci di un tour successo in UK). Poi il 6 agosto avremo i Passarella Death Squad sempre dall’Inghilterra, con opening dei The Numbers, baresissimi di casa a New York. La rassegna si concluderà il 26 agosto con i Casa del Mirto, con apertura di I Read Wilde, altra giovane promessa indie delle nostre latitudini.
Insomma un mix di realtà internazionali, nazionali e locali d’esportazione che ci rende fieri e soprattutto contenti di portare proposte musicali innovative anche dalle nostre parti (cosa per cui ci battiamo molto)
Nel mezzo saremo a Berlino, il 28 Luglio per l’esattezza, dove al King Kong Klub presenteremo la nostra compilation al mercato tedesco con un party durante la serata MODERN MOVEMENT. Ci sarà Gae in consolle con Dorian del London Loves (Plastic, Milano) preceduti da Death in Plains live, presente nella nostra compilation DISCIPLINE, A Contemporary Picture of the Obscure Italo Music Movement.
Stessa tipologia di party di lancio avverrà a Londra, ma i dettagli sono ancora in progress.
Stiamo anche già lavorando anche per dei super party invernali sempre con ospiti di qualità e à la page, di cui vi terrò volentieri informati.
F: Sembra proprio che la musica occupi molta parte del tuo tempo. E la moda invece?
B: Per quanto riguarda il design è in fieri una collaborazione tutta pugliese tra Discipline e Moustache Style di Tiziano Tarantini, che tra Trani (sua città Natale) e Milano sta collezionando successi e soddisfazioni.
Si tratterà di una mini collezione dall’appeal casual ma anche molto sofisticato che prende ispirazione da diversi ambiti, tra cui la corrente dell’”arte informale” di Burri.
L’intera collezione sarà artigianale, di pochissimi pezzi, curati uno per uno.
Inizieremo presto anche un’altra collaborazione, ancora top secret, nella quale inseriremo anche dei capispalla, novità merceologia per il nostro brand.
In realtà, alla fine di tutto, avrei davvero bisogno di ripassare lo smalto alle unghie!

F: Passiamo ad un pò di domande soggettive. Qual’è la band più cool del momento?
B: premettendo che non mi ritengo un’esperta di musica (con uno come Gae affianco, mi sento piccola piccola),farò comunque i miei nomi:
ariel pink’s haunted graffiti mi piacciono moltissimo al momento, come connan mockasin che ho visto di recente dal vivo al primavera sound. Poi il mio animo più spregiudicato e rock’n'roll mi dice the oh sees e black angels. I Factory Floor soddisfano il mio animo più oscuro, invece quello più filo hip hop lo riconosco in M.I.A. (i primi due album in realtà), i sudafricani Die Antwoord perchè mi fanno troppo ridere, e Girl Talk perchè è il re del mash up e usa tutti quei pezzi che ascoltavo quand’ero una teen ager!
ovviamente consiglio gli italianissimi death in plains, eels on heels, soviet soviet e così via (insomma tutti quelli contenuti nella nostra ultima compilation. dlin dlon, messaggio promozionale?)
F: Qual’è la città che preferisci quando scegli dove andare in viaggio? Perchè?
B: Londra, sempre sempre Londra perchè la conosco come le mie tasche. Hai presente quando al mercato rionale vai dritto alle bancarelle di fiducia? beh, per me Londra è così.
Una città che potrebbe giocarsela sarebbe Anversa, spero di andarci presto. Per ora a luglio sarò a Berlino per la prima volta (si, mi vergogno un po’), anche se temo non reggerà il confronto con la capitale di albione per la quale nutro proprio un affetto spassionato sin da bambina.
F: Hai uno stile che prediligi quando vai in giro a fare shopping?
B: Non ho uno stile preciso, non mi piace categorizzarmi. sono una persona che negli anni ha sperimentato di tutto prima di codificare al meglio la personalità con l’abbigliamento. al momento sono lontana dai passeggeri frizzi e lazzi del fashion low cost (vesto sempre di nero da più di un anno, ma ne uscirò). preferisco comprare qualche capo in meno, ma dalle rifiniture e dettagli curati, tessuti pregiati.sto diventando grande!



F: Che negozio ci consigli?
B: Premesso che non mi ritengo(almeno non più) una fashionista, ed essendo entrata nelle dinamiche della produzione con discipline, preferisco acquistare dai designers emergenti capi che davvero valgono il prezzo del cartellino in quanto prodotti in piccole quantità (sogno ancora davanti ai capi dei grandi marchi, ma quando penso che molti son prodotti in cina ad 1 decimo del loro prezzo, beh, cambio subito idea).
Ad esempio di recente ho acquistato una mantella/cappotto meravigliosa da un’amica, Michela Fasanella, titolare del brand AROMA30 che vi consiglio vivamente:eleganza e cura dei dettagli impeccabili. O ancora le irripetibili collane di Moustache Style, fatte con bottoni gioiello degli anni 50 e 60, importanti quanto davvero versatili.
In realtà sono solita acquistare on line, ma a Bari ho scoperto My Tea Cup, un concept store fresco e giovane che fa tanta ricerca (tra gli altri c’è Vibskov, che mi piace molto).
A Milano faccio sempre un salto da Frav in Ticinese, mi sento a casa e Matteo è adorabile.
A Londra resto incantata in Dover Street Market, il palazzo di Kawakubo dove di solito esco con scontrini quasi ridicoli dati i prezzi non proprio abbordabili (c’è il meglio del meglio del design tradizionale e nuovo, Carven tra i miei preferiti).
Per i bijoux/gioielli qui trovo Delfina Delettrez Fendi.
E poi ci sono Kokontozai e Beyond the Valley per sedare il mio lato eccentrico, insieme a What Katie Did per la mia lingerie d’antan, alla quale cerco di non rinunciare mai.
E poi i cosmetici di cui faccio incetta (visto che in Italia non si vendono), Shu Uemura e Bobby Brown da Harvey Nichols o Liberty.
On line corteggio spesso i saldi di Opening Ceremony di New York. Spero di andarci presto di persona.
Per le scarpe ho deciso di non comprarne più per un po’, avendone un’intera collezione con paia mai indossate.
Il prossimo passo sarà un paio di Church’s, indubbiamente.



F: Mi offrirai ancora i mini gelatini se verrò a trovarti a casa?
B: La prossima volta ti preparo una cenetta con le mie mani con tanto di diana Ross in sottofondo! E poi anche i gelatini artigianali, sì!
F: Ma perchè il vostro brand si chiama Discipline e chi ha disegnato il vostro logo?
B: Discipline l’ha scelto Gae, il mostro del naming nella nostra squadra. L’ha chiamato così prendendo spunto dall’omonima canzone dei Throbbing Gristle. Lo spirito è quello di sperimentare, quindi abbiamo tutti detto sì dal primo istante. Per il logo ci siamo affidati a Ciaran O’Shea, della Discordo di Londra. Lui è anche il grafico degli Horrors, These New Puritans, etc. oltre ad avere una sua casa discografica, un suo club e ad essere stato citato da Dazed and Confused come uno degli enfant prodige della grafica made in uk, of course.
F: Grazie delle risposte e a presto.
B: Grazie a te Ciccio. E’ stato un piacere!
June 30th, 2011 | by: Francesco Vitobello | Style People, Women | Città Bari




Matteo, dove prendi ispirazione per il tuo look ?
I miei look nascono dalla tv, vecchie riviste di moda, video musicali, prendo ispirazione dal mondo che mi circonda e quello che ho vissuto.
Descrivici il tuo stile ?
Descrivere il mio stile non è facile, non ha un filo logico, metto insieme pezzi vintage con cose fatte da me, potrei dire un punk gotico o anche grunge, in una parola, Decay!
Foto di Raluca Mocrei
April 13th, 2011 | by: Raluca Mocrei | Men, Style People | Città Perugia





Foto di Gil Souza
Ciao Savanna, puoi dirci da dove vieni e dove vivi?
Sono brasiliana, vengo dal sud di Brasile!!
Prima ho vissuto in Germania per tre anni, poi ho deciso di venire a vivere a Milano.
Vivendo in Germania ogni tanto venivo a Milano e giravo per l’Europa, ma la differenza culturale mi ha fatto desiderare di vivere da voi. Quindi mi sono spostata a Milano!
La tua passione è lo skate a quanto sembra, quanto influisce sul tuo modo di vestire?
Lo skateboarding è la mia vita! Mi fa sentire viva! E’ un mezzo di trasporto che mi porta in giro per tutta la città e che mi permette di risparmiare molto tempo, inoltre mi diverto durante tutto il percorso e mi fa sentire uno spirito libero. Con lo skate riesco a trasmettere questa sensazione di libertà anche a chi vivendo in una metropoli respira solo aria di stress.
Tuttavia c’è anche chi storce il naso quando volo con lo skate sui marciapiedi. Questo è ciò che voglio.
Lo skate influenza il mio modo di vestire tanto o a volte per niente. E’ un mix. Rock e skate sono il mio modo di essere ed i miei gusti
Nel quotidiano vesto uno stile più comodo sia per lavoro che per essere sempre pronta a divertirmi sfrecciando per la città.
Come definiresti il tuo modo di vestire?
Facile, comodo, mio!
C’è qualche personaggio a cui ti ispiri quando scegli i tuoi look?
Rock skater style, Peter Pan. Giovanna d’Arco.
Come saluteresti i lettori di Style People?
Lo stile ha a che fare con il fatto che noi sappiamo ciò che meglio si adatta il nostro profilo e il nostro stile di vita. Non è solo seguire l’andamento di ogni situazione. In conclusione: “Non possiamo mettere lo stile all’interno di un sacchetto di designer”. Cit. Alber Elbaz
Ciao Savanna, puoi dirci da dove vieni e dove vivi?
Sono brasiliana, vengo dal sud di Brasile!!
Prima ho vissuto in Germania per tre anni, poi ho deciso di venire a vivere a Milano.
Vivendo in Germania ogni tanto venivo a Milano e giravo per l’Europa, ma la differenza culturale mi ha fatto desiderare di vivere da voi. Quindi mi sono spostata a Milano!
La tua passione è lo skate a quanto sembra, quanto influisce sul tuo modo di vestire?
Lo skateboarding è la mia vita! Mi fa sentire viva! E’ un mezzo di trasporto che mi porta in giro per tutta la città e che mi permette di risparmiare molto tempo, inoltre mi diverto durante tutto il percorso e mi fa sentire uno spirito libero. Con lo skate riesco a trasmettere questa sensazione di libertà anche a chi vivendo in una metropoli respira solo aria di stress.
Tuttavia c’è anche chi storce il naso quando volo con lo skate sui marciapiedi. Questo è ciò che voglio.
Lo skate influenza il mio modo di vestire tanto o a volte per niente. E’ un mix. Rock e skate sono il mio modo di essere ed i miei gusti
Nel quotidiano vesto uno stile più comodo sia per lavoro che per essere sempre pronta a divertirmi sfrecciando per la città.
Come definiresti il tuo modo di vestire?
Facile, comodo, mio!
C’è qualche personaggio a cui ti ispiri quando scegli i tuoi look?
Rock skater style, Peter Pan. Giovanna d’Arco.
Come saluteresti i lettori di Style People?
Lo stile ha a che fare con il fatto che noi sappiamo ciò che meglio si adatta il nostro profilo e il nostro stile di vita. Non è solo seguire l’andamento di ogni situazione. In conclusione: “Non possiamo mettere lo stile all’interno di un sacchetto di designer”. Cit. Alber Elbaz
April 2nd, 2011 | by: Gil Souza | Style People, Women | Città Milano
Conosciamo Albert al Carousel, un party dove si ha la possibilità di scambiarsi gli abiti scegliendoli da uno stand messo a disposizione per tutti i paretcipanti. Albert, che si occupa di selezionare gli indumenti e di dare dritte di stile a chi ne abbia bisogno, mi ha subito colpito per il suo look da cattivo. Gli chiedo se possiamo organizzare una mattinata per mostrarmi alcuni dei suoi look più significativi.


Nel dopo gli porgiamo qualche domanda.
Style People: Ciao Albert, dove trai ispirazione per il tuo look?
Albert: Guardo molto alle uniformi e allo stile militare/marziale e poi ad elementi stilistici tipici delle controculture e sottoculture degli 80. Nel ‘gioco’ tra l’ordine e la virilita’ delle prime ed i contrasti, l’androginia di fondo e le contraddizioni delle secondo ci sono – stilisticamente parlando – io.


Style People: Ti senti influenzato maggiormente dai media o da ciò che vedi per strada?
Albert: In un certo senso ‘da entrambe’ e’una risposta quasi obbligata – del resto chi non si guarda intorno e chi non riceve inputs di ogni genere dai mass media?
Credo che la mia maggior ispirazione in questo tempo sia da ricercare nella cultura visiva contemporanea, e dico questo in generale non solo in riferimento al mio look: sono i film,la fotografia,le immagini le cose che mi fanno ‘pensare’ e produrre di conseguenza.



Style People: Tu organizzi anche il Rebel Motel, dalle foto sembra un party dove sfoggiare il proprio look senza freno.
Albert: Una cosa che amo di rebel motel e’proprio il suo essere una commistione di persone completamente diverse. La festa che co-promuovo cerca di attrarre un pubblico eterogeneo che sappia divertirsi interfacciandosi a persone differenti, senza ricercare ossessivamente la sicurezza della omogeneita’ di gusto, stile, background.
Style People: Puoi descrivere il tuo look ?
Albert: Urbano, riottoso, versatile, di rottura, androgino.
Grazie ad Albert ed Irene del Surfers Den x la location.
February 6th, 2011 | by: Francesco Vitobello | Men, Style People | Città Milano